Extracinema
29.04.2026
Il Laboratorio cinematografico n. 1
“Racconto la mia famiglia in 10 foto”,
ha coinvolto la classe prima C della scuola primaria di Montorio al Vomano,
con la partecipazione della maestra Emilia Sansonetti
e la conduzione del formatore Antonio Di Giuseppe.
Il percorso è partito dalle fotografie di famiglia portate da casa dagli alunni, utilizzate non soltanto come ricordi personali, ma come immagini da osservare, descrivere e organizzare in forma di racconto. L’attività ha introdotto alcuni elementi di base del linguaggio cinematografico, mettendo in relazione immagine, memoria, punto di vista e ascolto.

Durante la prima fase, i bambini hanno mostrato le fotografie ai compagni e hanno provato a riconoscere le persone, i luoghi e le azioni presenti nell’immagine. Attraverso domande semplici, hanno immaginato anche ciò che poteva essere accaduto prima e dopo il momento fotografato.
Le fotografie sono state quindi considerate come fotogrammi appartenenti a una storia più ampia, e soprattutto una storia da condividere.
Nelle immagini del laboratorio si vede la classe riunita mentre segue la spiegazione e osserva i materiali: l’attenzione non è rivolta soltanto al contenuto delle fotografie, ma anche al modo in cui un’immagine seleziona una parte della realtà.

La seconda parte del lavoro
ha riguardato la preparazione delle riprese e la conoscenza dei principali ruoli presenti su un piccolo set. Antonio ha mostrato il funzionamento del ciak, della videocamera e delle attrezzature per la registrazione sonora. I bambini hanno sperimentato a turno alcune responsabilità: dare il ciak, stare davanti alla videocamera, ascoltare attraverso le cuffie e controllare la registrazione. Le fotografie documentano questi passaggi con chiarezza: alcuni alunni tengono il ciak davanti ai compagni, altri seguono la ripresa attraverso il monitor della videocamera, mentre chi indossa le cuffie si concentra sulla voce della persona intervistata.

Ogni bambino ha infine partecipato a una breve intervista davanti alla videocamera, utilizzando una fotografia scelta tra quelle portate da casa. Le domande hanno riguardato le persone rappresentate, il luogo, il motivo della scelta e il possibile titolo della fotografia, immaginata come una scena cinematografica. Il microfono, la videocamera fissa e il ciak hanno dato all’attività una struttura precisa, senza trasformarla in una prova tecnica. Il risultato è una raccolta di racconti personali attraverso cui la classe ha lavorato sull’esposizione orale, sull’ascolto dei compagni, sul rispetto dei tempi di ciascuno e sulla trasformazione di un’immagine privata in un racconto condiviso.






